Il florovivaismo asset strategico del Made in Italy: è il messaggio forte e chiaro lanciato dall'Assemblea nazionale di Florovivaisti Italiani, che ha eletto Emanuela Milone come nuova presidente dell'Associazione di Cia-Agricoltori: il passaggio di consegne con il primo presidente Aldo Alberto, al quale è stato rivolto un accorato ringraziamento.
Al centro del confronto il nuovo Piano Nazionale del settore florovivaistico e delle istanze portate avanti dall'Associazione: dal riconoscimento giuridico del florovivaismo, ai rincari, alla difesa fitosanitaria delle colture, all'innovazione, fino alla gestione delle risorse idriche. Priorità rivendicate anche da Cia Savona a tutela delle produzioni della piana albenganese e delle eccellenze floricole del territorio.
Hanno preso parte al dibattito Patrizio Giacomo La Pietra (Sottosegretario MASAF) e Cristiano Fini (Presidente Nazionale Cia - Agricoltori Italiani).
“Con 3 miliardi di fatturato, è un asset strategico del Made in Italy - ha detto la neo presidente -. Il valore economico del settore deve tradursi in un reale peso politico”.
Emanuela Milone, socia fondatrice e già vicepresidente dell’associazione dal 2022, nonché componente per Cia del Gruppo Fiori e Piante del Copa-Cogeca dal 2025, si è così rivolta all'Assemblea: “Ringrazio tutti per la fiducia e accolgo questo incarico con orgoglio e responsabilità -ha detto Milone- consapevole del valore delle imprese del settore”. Il florovivaismo italiano, infatti “è un asset strategico del Made in Italy, con circa 24mila imprese, un fatturato che sfiora i 3 miliardi di euro e oltre 100mila addetti specializzati”, ha proseguito.
“Siamo il punto di partenza di filiere fondamentali: dall’agroalimentare al verde urbano, fino alla riforestazione. Senza vivaio non c’è produzione, non c’è futuro sostenibile”.
“È arrivato il momento che questo valore economico si traduca in un reale peso politico -ha evidenziato la neo presidente-. A partire dall’attuazione piena della legge sul florovivaismo: senza un’identità giuridica chiara non possiamo fare sistema, né accedere in modo mirato alle risorse per innovare e competere”.
Tra le priorità del mandato, Milone ha indicato la riduzione dei costi e il rafforzamento della competitività: “Servono misure strutturali per contrastare il caro-energia e l’aumento delle materie prime, oltre a un sistema fitosanitario nazionale più efficiente e uniforme, capace di tutelare le produzioni e semplificare il lavoro delle imprese”.
Forte attenzione anche alla gestione delle risorse e alla resilienza climatica: “L’acqua è diventata una variabile critica -ha spiegato la presidente dei Florovivaisti Italiani-. Dobbiamo passare dall’emergenza alla pianificazione, investendo in infrastrutture per il recupero e il riuso, in tecnologie di precisione e in soluzioni innovative che rendano i cicli produttivi più sostenibili”. In parallelo, “è indispensabile accelerare sulla transizione energetica, sostenendo l’autoproduzione da fonti rinnovabili e trasformando i vivai in sistemi sempre più autonomi ed efficienti”.
Sul fronte dell’innovazione, Milone ha richiamato le sfide europee: “Dobbiamo difendere la tenuta del settore, garantendo l’accesso e lo sviluppo delle nuove tecniche genomiche e assicurando strumenti adeguati a fronte della riduzione dei fitofarmaci. Serve una sostenibilità concreta: noi non siamo il problema, ma parte della soluzione, perché contribuiamo attivamente alla qualità dell’ambiente e al sequestro di CO₂”. Anche nel confronto Ue sul regolamento imballaggi “continueremo a sostenere il riconoscimento del vaso come mezzo di produzione indispensabile e non mero strumento per il trasporto o la commercializzazione”.
Infine, il tema delle filiere e delle competenze: “Dobbiamo proteggere produzioni strategiche come la canapa industriale”. Allo stesso tempo, “il florovivaismo è sempre più scienza e tecnologia. Bisogna investire nella formazione, attrarre giovani e valorizzare professionalità qualificate, rafforzando il legame tra imprese, scuole e università”. L’obiettivo, ha concluso, “è far crescere un settore fondamentale per l’economia e per la qualità della vita e del paesaggio, ottenendo il riconoscimento che merita, in Italia e in Europa”.























