Cia Agricoltori Liguria accoglie con favore le notizie che giungono a seguito dell’incontro fra Regione Liguria e Agea che aveva come argomento lo sblocco dei contribuiti spettanti alla aziende agricole sia per gli investimenti, non coperti dalle risorse della vecchia programmazione, sia quelli inerenti le annualità 2025.
Un confronto arrivato anche grazie alle ripetute sollecitazioni e richieste di chiarimento da parte di Cia Liguria che da settimane chiedeva risposte concrete e tempi certi per i pagamenti. La pressione esercitata sul tema – in particolare sul ritardo nella liquidazione degli investimenti aziendali e dei premi – ha finalmente prodotto un primo passo tangibile che si può giudicare bene ma non benissimo.
“Infatti, dovrebbero essere liquidati entro marzo i contributi inerenti gli investimenti aziendali e avviare sempre entro marzo la liquidazione di un “acconto” sui premi. L’entità dell’acconto non è dato sapere a quanto ammonterà, in quanto la procedura che verrà utilizzata risulta più “restrittiva” rispetto al calcolo automatico che raccoglie i nuovi parametri di pagamento” affermano da Cia Liguria.
“Il problema sarà il calcolo del saldo che, sembra, dovrà avere una istruttoria “manuale” a carico della Regione e che lascia intendere un orizzonte temporale più lungo, condizionato dl lavoro dei programmatori che devono “ricalcolare” l’algoritmo utile alla liquidazione”.
“Se l’orizzonte di marzo è la parte buona della notizia, che accogliamo con favore, siamo meno tranquilli sui saldi in funzione di tempi che saranno condizionati prima dal lavoro dei programmatori e poi dal lavoro in capo alla struttura regionale, che non ci risulta potenziata rispetto al 2025, anzi ci consta che sia stata depotenziata con la riduzione di personale e di tempo lavoro acquisito”.
“Resta il fatto che la nostra sollecitazione ha ottenuto il risultato di smuovere le acque ed ottenere una prima risposta con l’incontro che si è tenuto. Continueremo a tenere sotto controllo l’evolversi della situazione affinché gli impegni assunti da Agea e da Regione si traducano in atti concreti: in parole povere soldi sui conti correnti delle aziende agricole” conclude la Confederazione agricola.

